L’ EUROFESTIVAL



Cos’è l’Eurofestival?

In tutto il mondo è conosciuto con il nome inglese di Eurovision Song Contest, noi l’abbiamo italianizzato in Eurofestival. Nei primi anni di vita veniva chiamato anche “Eurocanzone”, termine che viene usato ancora oggi con significato dispregiativo da chi considera la rassegna vecchia ed obsoleta, o almeno così cerca di far credere. In ogni caso, si tratta del più grande concorso europeo di canzoni, nato nel 1956 per iniziativa della EBU (European Broadcasting Union), l’ente che riunisce le tv pubbliche europee (quindi anche la RAI) per promuovere l’utilizzo e la diffusione del mezzo televisivo. Non solo, ma anche per promuovere l’unità fra popoli e nazioni al di là delle barriere linguistiche, culturali e religiose. L’ispirazione era dichiaratamente presa dal Festival di Sanremo, nato appena cinque anni prima, ma nel tempo l’Eurovision Song Contest si è evoluto anno dopo anno, diversificandosi (e non poco) dal Festival  italiano. La RAI ne è stata fra i fondatori e vi ha preso parte ininterrottamente sino al 1980. Successivamente ha partecipato dal 1983 al 1989 e negli anni 1990, 1991, 1992, 1993 e 1997. Quest’ anno ritornerà in gara dopo un periodo d’ assenza.


Dove va in onda?

Il programma va in onda in diretta (in eurovisione) ed in contemporanea su tutte le televisioni pubbliche dei paesi in gara. Da quando sono state introdotte le semifinali, ognuna ha l’obbligo di trasmettere oltre alla finalissima, anche la semifinale nella quale è impegnato il “proprio” cantante, oppure  (nel caso dei cinque paesi – Gran Bretagna, Germania, Spagna, Francia, Italia– che sono di diritto in finale) quella nella quale il pubblico è chiamato a votare. Attualmente è il programma più visto in Europa dopo i Mondiali di calcio, con 125 milioni di telespettatori certificati (sono considerati i soli dati di ascolto delle emittenti di Stato che trasmettono l’evento, a cui va ad aggiungersi la trasmissione via satellite, quella via streaming  dal sito ufficiale eurovision.tv – oltre che dai siti delle rispettive emittenti televisive – e in replica su alcune tv  in giro per il mondo – tra cui l’Australia). L’orario di messa in onda è in ogni caso alle 21 CET  (ovvero dell’Europa Centrale, Italia inclusa). La lingua di trasmissione ufficiale dei conduttori è sempre l’inglese, (con inserti in francese) ma ciascun paese può inserire un proprio commentatore fuoricampo.



Format dell’Eurofestival

I cantanti si esibiscono dal vivo su basi musicali. L’orchestra era presente sino al 1999, poi è stata abolita per motivi essenzialmente economici e per il crescente numero di paesi in gara. Cinque paesi (Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia e Spagna, che sono i maggiori contribuenti della EBU) accedono direttamente alla finale, gli altri si sfidano  in due semifinali per contendersi 20 posti. Il regolamento è stato più volte modificato. Quello attuale prevede che le canzoni siano giudicate da un sistema misto 50% televoto, 50% giuria di esperti. Ciascun paese e ciascuna giuria nazionale non possono votare per il proprio rappresentante. Ogni paese combina le due votazioni stilando una classifica che prevede 12 punti al primo, 10 al secondo, 8 al terzo e poi da 7 ad 1 punto sino a dieci artisti. La somma di tutte le votazioni nazionali determina la classifica finale (lo stesso vale per le semifinali). La comunicazione delle votazioni nei singoli paesi nella serata finale è pubblica e viene effettuata attraverso collegamenti video con i singoli paesi. Il paese che vince organizza l’anno dopo.


Fonte: eurovisionitalia.com



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